La cultura del rischio come cultura della complessità
Nel mese di novembre 2025, Valore Rischio e Sistemi ha contribuito al corso di Project Management organizzato dalla Scuola di Formazione del Sole 24 Ore, con una lezione del Direttore Guido Mastrobuono dedicata al Project Risk Management.
A differenza di molte trattazioni tecniche centrate su strumenti e matrici, il corso ha proposto una riflessione più profonda: il rischio non nasce dagli eventi, ma dalla complessità dei sistemi che gestiamo.
Ogni progetto è un sistema unico, inserito in un contesto più ampio — tecnico, economico, sociale — che evolve continuamente.
Comprendere il rischio significa dunque comprendere le relazioni, le interdipendenze e le dinamiche emergenti che legano le parti del sistema al tutto.
Dal progetto come processo al progetto come sistema
La lezione si è aperta con una domanda semplice ma cruciale: che cos’è un progetto?
Non solo un insieme di attività o deliverable, ma un apparato produttivo temporaneo organizzato per generare un cambiamento benefico.
Ogni progetto è, di fatto, un sistema auto-organizzato all’interno di un contesto complesso, dove ogni decisione produce effetti diretti e indiretti, spesso non prevedibili.
Da qui nasce la necessità di un Project Management che non sia solo controllo, ma governo dei sistemi complessi — un modo per orientare il sistema verso i propri obiettivi, pur accettando la naturale imprevedibilità del suo comportamento.
Il contesto come chiave di lettura del rischio
La lezione ha approfondito il tema dell’analisi di contesto, descritta come la lente attraverso cui osservare e interpretare la realtà in cui opera un progetto.
Ogni sistema, infatti, è influenzato da un insieme di fattori ambientali, sociali, economici, politici e tecnologici che ne determinano l’evoluzione.
Il rischio nasce quando questi fattori interagiscono in modi imprevisti con le vulnerabilità del sistema progettuale.
In questa prospettiva, la mappatura delle fonti di rischio non parte da eventi futuri, ma dallo studio delle condizioni presenti: stakeholder, fattori contestuali, processi e difese organizzative.
Studiare il presente — ciò che c’è — permette di fondare le previsioni sul reale e non su congetture.
L’incertezza come dimensione da governare, non da eliminare
Uno dei concetti centrali della lezione è che l’incertezza non può essere eliminata, perché è intrinseca alla complessità dei sistemi viventi e sociali.
La pretesa di ridurla a modelli lineari e prevedibili è illusoria: la realtà evolve attraverso retroazioni, interazioni e adattamenti che sfuggono a qualsiasi controllo rigido.
Per questo, la norma ISO 31000 definisce il rischio come “l’effetto dell’incertezza sugli obiettivi”: una definizione che sposta l’attenzione dal pericolo al rapporto tra conoscenza e decisione.
Il rischio non è solo ciò che può andar male, ma la misura della nostra incompletezza informativa — e quindi della nostra responsabilità nel gestirla.
Danzare con i sistemi
Gestire la complessità significa accettare di non poterla dominare.
Come scriveva Donella Meadows, “We can’t control systems or figure them out. But we can dance with them.”
Il Risk Manager diventa così un “coreografo del contesto”: non un controllore ossessivo, ma un facilitatore che crea condizioni favorevoli, stimola interazioni positive e costruisce resilienza.
In questo senso, governare il rischio è come “fertilizzare il contesto” affinché emergano comportamenti coerenti con gli obiettivi.
Dal rischio alle vulnerabilità
La lezione si è chiusa con una riflessione sul concetto di vulnerabilità.
Ogni fattore di rischio — interno o esterno — può amplificare l’incertezza se presenta attributi di carenza (rigidità, complessità, fragilità) o di eccedenza (flessibilità, semplicità, vantaggiosità).
Le vulnerabilità non sono quindi solo punti deboli: sono zone sensibili del sistema, dove l’energia del contesto si concentra e genera effetti inattesi.
Identificarle è il primo passo per trasformare il rischio in opportunità di apprendimento e miglioramento.
Una formazione per il futuro
Con questo contributo, Valore Rischio e Sistemi ha voluto portare nella Scuola del Sole 24 Ore non solo un metodo, ma una visione:
che il Risk Management non sia un insieme di tecniche, ma una forma di consapevolezza sistemica, un modo di pensare che unisce ingegneria, etica e responsabilità.
In un mondo dove la complessità cresce ogni giorno, comprendere il rischio significa comprendere noi stessi — e il modo in cui interagiamo con i sistemi che costruiamo.
🧭 Valore Rischio e Sistemi – La conoscenza in azione
📍 www.valorerischioesistemi.it
📘 Seguici su LinkedIn