Cigni Neri vs. Rischi Emergenti: 3 Rivelazioni per Guardare al Futuro con Occhi Nuovi

Introduzione

“Rischio emergente”, “cigno nero”. Sentiamo queste espressioni quasi ogni giorno, usate da analisti, manager e giornalisti per descrivere un futuro incerto. Spesso, però, vengono trattate come sinonimi, parole interscambiabili per indicare una minaccia imprevista all’orizzonte. Ma sappiamo davvero cosa significano e, soprattutto, qual è la differenza cruciale tra i due?

Il termine “rischio emergente” non è solo un buzzword. Il suo utilizzo è in crescita esponenziale, un segnale che riflette la crescente complessità del nostro mondo. Basti pensare che le pubblicazioni accademiche sul tema sono cresciute da una media di circa 500 all’anno nel decennio 2000-2009 a una media di circa 1700 all’anno nel quinquennio 2010-2014, a dimostrazione della sua crescente importanza.

Per fare chiarezza, un fondamentale studio accademico del 2015 a cura di R. Flage e T. Aven ci offre un modello potente e sorprendentemente intuitivo. Questo articolo distilla le tre rivelazioni più importanti di quella ricerca, trasformandole in una guida pratica per smettere di confondere le minacce e iniziare a gestirle con più lucidità.


1. La Mappa per Navigare l’Incertezza: Non Tutti gli “Ignoti” Sono Uguali

La chiave per distinguere finalmente questi concetti non si trova in una complicata teoria del rischio, ma in un modello brillante basato su quattro categorie di conoscenza. La sua formulazione più celebre si deve all’ex Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Donald Rumsfeld.

Le sue parole, pronunciate in un briefing nel 2002, creano una vera e propria mappa per orientarsi nell’incertezza:

“There are known knowns; there are things we know we know. We also know there are known unknowns; that is to say we know there are some things we do not know. But there are also unknown unknowns – the ones we don’t know we don’t know.”

Per completare il quadro, gli analisti hanno aggiunto una quarta categoria, creando una matrice completa dell’ignoto. Ecco i quattro quadranti, spiegati in modo semplice:

  • Noti noti (Known knowns): Le cose che sappiamo di sapere.
  • Ignoti noti (Known unknowns): Le cose che sappiamo di non sapere.
  • Ignoti ignoti (Unknown unknowns): Le cose che non sappiamo di non sapere.
  • Noti ignoti (Unknown knowns): Le cose che qualcuno sa, ma non le persone o i sistemi che dovrebbero saperle (ad esempio, informazioni che esistono ma non vengono considerate in un’analisi di rischio).

Questo schema, sebbene reso famoso da Rumsfeld, affonda le sue radici in un modello psicologico degli anni ’50 noto come la “finestra di Johari”, uno strumento creato per aumentare la consapevolezza di sé e delle dinamiche di gruppo. La sua applicazione alla gestione del rischio si è rivelata incredibilmente potente.

Questa semplice “mappa dell’ignoto” è esattamente lo strumento che ci permette di collocare rischi emergenti e cigni neri nelle loro caselle corrette, una volta per tutte.


2. La Vera Natura dei Rischi Emergenti: Non Sorprese Totali, ma “Ignoti Noti”

Ecco la prima, e forse più contro-intuitiva, rivelazione della ricerca: i rischi emergenti non sono fulmini a ciel sereno. Lo studio di Flage e Aven li classifica elegantemente come “ignoti noti” (known unknowns).

Cosa significa in pratica? Secondo la definizione proposta dagli autori, ci troviamo di fronte a un rischio emergente quando si verificano queste condizioni:

  • La nostra conoscenza di base su un fenomeno è debole.
  • Tuttavia, esistono “indicazioni” o “credenze giustificate” che un evento di tipo nuovo possa accadere.
  • Questo evento potrebbe avere conseguenze gravi.
  • A causa della conoscenza debole, facciamo fatica a specificare esattamente le conseguenze o persino la natura stessa dell’evento.

Capire questo è fondamentale. Un rischio emergente è come vedere strane nuvole che si addensano all’orizzonte. Noi sappiamo di non sapere che tipo di tempesta stia arrivando (l’ignoto), ma abbiamo un segnale chiaro che qualcosa si sta preparando (il noto). Questo ci dà l’opportunità di prepararci, di studiare il fenomeno, di monitorarlo. È una situazione radicalmente diversa da una sorpresa totale e imprevedibile.


3. I Cigni Neri Sono un’Altra Specie: Perché Confonderli è un Errore Strategico

Qui arriviamo alla rivelazione strategica che cambia tutto: i rischi emergenti non sono cigni neri. Confonderli non è un errore semantico, ma un errore di pianificazione che porta ad allocare risorse nel modo sbagliato.

Un “cigno nero”, secondo la celebre definizione di Nassim Nicholas Taleb ripresa nello studio, ha tre caratteristiche precise:

  • È un evento anomalo, al di fuori delle normali aspettative, perché nulla nel passato poteva indicarne la possibilità.
  • Ha un impatto estremo.
  • A posteriori, troviamo spiegazioni che lo rendono apparentemente prevedibile, anche se non lo era affatto.

Usando la mappa dell’ignoto, lo studio colloca i cigni neri in categorie completamente diverse da quelle dei rischi emergenti. Un cigno nero può essere:

  • Un ignoto ignoto: La vera sorpresa, l’evento che nessuno poteva immaginare.
  • Un noto ignoto: L’informazione esisteva da qualche parte, ma non è stata ascoltata o considerata dalle persone giuste al momento giusto.
  • Un sottoinsieme dei noti noti: Eventi che erano stati identificati, ma la cui probabilità era stata giudicata così bassa da essere considerata trascurabile.

Capire questa distinzione non è un mero esercizio accademico, è una necessità strategica. Gestiamo gli “ignoti noti” (i rischi emergenti) rafforzando la conoscenza e monitorando i segnali deboli. Gestiamo i cigni neri (le vere sorprese) costruendo resilienza e capacità di adattamento rapido all’imprevisto. Confondere i due concetti significa applicare la strategia sbagliata al problema sbagliato, con conseguenze potenzialmente disastrose.


Conclusione: Da Spettatori a Esploratori del Futuro

Il modello “noto/ignoto” fa molto più che definire dei termini: trasforma il nostro modo di guardare all’incertezza. Ci insegna a distinguere tra i rischi che proiettano un’ombra prima del loro arrivo (i rischi emergenti) e quelli che si manifestano senza alcun preavviso (i cigni neri).

Questa distinzione ci sposta da un ruolo di spettatori passivi degli eventi a quello di esploratori attivi del futuro. Ci fornisce una mappa e una bussola. E lascia a ognuno di noi una domanda fondamentale.

Nota sulla Precedente Trattazione

Il presente paper, “Emerging risk – Conceptual definition and a relation to black swan type of events”, è stato già trattato in passato. Il contenuto relativo a tale trattazione è disponibile al seguente link.

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