Perché la Tua Strategia Preferita a Volte Fallisce Miseramente?
Ogni leader conosce questa frustrazione: un approccio gestionale collaudato, che ha portato a innumerevoli successi, viene applicato a una nuova sfida e fallisce in modo inspiegabile.
Si seguono le procedure, si applicano i modelli mentali che hanno sempre funzionato, eppure i risultati non arrivano.
La logica suggerisce che dovrebbe funzionare, ma la realtà si rivela ostinatamente diversa.
Questa dissonanza nasce da un presupposto fondamentale, spesso implicito, del management tradizionale: che il mondo del business sia, in una certa misura, ordinato e prevedibile. Ma non è sempre così.
La leadership non è una proposta “taglia unica”. Strategie diverse sono richieste per circostanze diverse, e l’abilità di un leader risiede nel saper riconoscere il contesto in cui opera prima di decidere come agire.
È qui che entra in gioco il framework Cynefin, un potente strumento di sense-making che funge da mappa per i leader.
Invece di offrire una soluzione unica, aiuta a diagnosticare la natura della situazione — se è Semplice, Complicata, Complessa o Caotica — e a scegliere l’approccio più appropriato.
Comprendere queste distinzioni svela alcune verità sorprendenti e controintuitive sul processo decisionale, verità che possono fare la differenza tra il successo e il fallimento.
1. L’Eccesso di Fiducia nella “Best Practice” è la Via più Veloce per il Caos
Nel dominio Semplice (o Chiaro), la stabilità e le relazioni di causa-effetto sono ovvie per tutti. Qui, le best practice funzionano ed eccellono: procedure standardizzate, problemi ben compresi, soluzioni dirette. È il regno dell’efficienza.
La verità controintuitiva è che proprio questo dominio è tra i più pericolosi. Il successo costante porta facilmente a compiacenza ed eccesso di fiducia. Si smette di vigilare, convinti che ciò che ha funzionato in passato funzionerà sempre.
Non a caso, il dominio Semplice confina direttamente con quello Caotico, separato da una “scogliera catastrofica”.
“The most frequent collapses into chaos occur because success has bred complacency.”
— David J. Snowden & Mary E. Boone, Harvard Business Review
Quando il contesto cambia, un’organizzazione che insiste sulle vecchie pratiche rischia di precipitare nel caos senza preavviso. La vera leadership qui non è ottimizzare, ma restare vigili.
2. In un Mondo Complesso, Sperimentare è Meglio che Pianificare
Il dominio Complesso è quello in cui si muove gran parte del business moderno. Le relazioni di causa-effetto non sono chiare in anticipo: si comprendono solo a posteriori.
La differenza si coglie con un esempio:
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Una Ferrari è complicata: smontandola e seguendo lo schema, il risultato è garantito.
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La foresta pluviale amazzonica è complessa: non potete prevedere l’effetto di rimuovere una sola specie.
In questo dominio, i business plan dettagliati non solo sono inutili, ma dannosi. L’approccio corretto è:
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Sondare → piccole iniziative a basso rischio.
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Percepire → osservare quali funzionano.
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Rispondere → eliminare i fallimenti e amplificare i successi emergenti.
È così che YouTube ha prosperato: sondando il mercato con una tecnologia e seguendo l’uso creativo che ne facevano gli utenti.
In un mondo complesso, il fallimento non va eliminato: va progettato, sicuro e istruttivo.
3. Gli Esperti Possono Essere un Ostacolo (se non li gestisci bene)
Il dominio Complicato è quello dei “noti sconosciuti”: esistono risposte, ma richiedono analisi e competenza specialistica.
Gli esperti sono fondamentali, ma la loro specializzazione può diventare un limite: l’entrained thinking (pensiero incanalato). Investendo anni in un sapere, rischiano di diventare ciechi a idee nuove.
Esempio: un produttore di scarpe aprì il design a tutti i dipendenti. La proposta di una guardia giurata divenne un bestseller, un’idea che un team di soli esperti avrebbe probabilmente scartato.
La vera leadership in questo dominio non è ascoltare ciecamente gli esperti, ma creare un’arena dove le idee migliori, da chiunque provengano, possano emergere.
4. Una Crisi non è solo da Gestire, ma da Sfruttare per l’Innovazione
Nel dominio Caotico, non esistono relazioni percepibili tra causa ed effetto. Il leader deve:
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Agire subito per stabilire ordine.
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Percepire dove emerge stabilità.
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Rispondere adattando le mosse.
Paradossalmente, la crisi è una leva enorme per l’innovazione: le vecchie regole sono sospese, le resistenze crollano.
Rudy Giuliani, dopo l’11 settembre, mostrò come uno stile direttivo fosse efficace per ristabilire ordine. Lo stesso stile, però, fu criticato nella gestione ordinaria della città, a dimostrazione che la leadership deve adattarsi al contesto.
Un approccio pratico: creare due team paralleli — uno per gestire la crisi, l’altro per cercare opportunità di innovazione. Nel caos, la peggior scelta è non decidere; la seconda peggior scelta è credere che lo stesso stile autoritario funzioni per sempre.
5. Il Posto più Pericoloso in Cui Trovarsi è Non Sapere Dove Sei
Il Disordine è il quinto contesto, ed è il più pericoloso: non sapere in quale dominio ci si trova.
Qui il rischio maggiore è che ciascuno applichi la propria zona di comfort:
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L’analista tratterà la crisi come se fosse complicata.
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Il manager di processo la ridurrà a problema semplice.
Entrambi rischiano l’errore fatale.
La via d’uscita è scomporre la situazione nelle sue parti e classificarle nei domini corretti. Il primo dovere di un leader non è avere tutte le risposte, ma riconoscere quando non ha ancora capito la domanda.
Conclusione: Non Cercare la Risposta Giusta, Capisci il Contesto
Il messaggio del framework Cynefin è chiaro: non esiste una strategia universale.
Una leadership efficace richiede flessibilità, capacità di leggere il contesto e di adattare lo stile. Non si tratta di trovare la formula magica, ma di diagnosticare prima di agire.
👉 Ora rifletti sulla tua sfida più grande di questa settimana:
L’hai classificata correttamente, o stai cercando di applicare le best practice a un problema complesso, condannandoti al fallimento ancora prima di iniziare?
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